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Gran Turismo Sport: la recensione

GT Sport è il miglior videogioco di corse disponibile su PlayStation 4, ma è anche il più controverso capitolo della serie, uno strano esperimento digitale che sacrifica la Carriera singleplayer sull’altare delle sfide online e degli eSports

Durante l’ultima settimana abbiamo indossato il nostro casco digitale preferito per cimentarci con le adrenaliniche sfide di Gran Turismo Sport, tornando così a divorare l’asfalto virtuale che tante gioie, e un pizzico di preoccupazioni, ci ha regalato nel corso della fase di beta testing organizzata da Sony nei giorni immediatamente precedenti al lancio del titolo.

Le dinamiche di gameplay sperimentate con la versione finale del nuovo progetto di Polyphony Digital hanno confermato le impressioni della beta e ci hanno restituito l’immagine di un titolo un po’ immaturo, un simulatore di guida con un carattere ben definito ma ancora alla ricerca di uno scopo.

Con la recensione di GT Sport che vi proporremo quest’oggi, proveremo perciò a offrirvi una sintesi di tutte le emozioni, le sensazioni e, perchè no, le arrabbiature che hanno caratterizzato la nostra avventura sui circuiti e sulle piste dell’ultima creatura ad alto contenuto di ottani (e d’amore) firmata dal maestro Kazunori Yamauchi.

Giocabilità

L’originale approccio adottato dal team di Polyphony Digital per avvicinare l’esperienza di gameplay di Gran Turismo Sport a quella dei moderni giochi di corse basati sugli eSport e sulle gare online influenza profondamente ogni aspetto del titolo, come il sistema di guida, il motore fisico e il comportamento delle auto in gara.

Prima di analizzare le diverse opzioni e sfide che gravitano attorno alle modalità singleplayer e multiplayer di GT Sport, quindi, conviene approfondire gli aspetti relativi al cosiddetto handling e, più in generale, alle dinamiche di gameplay che governano le gare in singolo e in rete.

In Gran Turismo Sport, l’esperienza di guida può essere personalizzata attraverso una serie di parametri modificabili a piacimento per permettere ai fan e ai giocatori meno esperti di divertirsi come meglio credono, aumentando così il livello di sfida restituito dalle gare contro la CPU e gli altri utenti in rete. Di conseguenza, cambiando anche solo uno dei diversi settaggi degli aiuti si modifica profondamente il modello di guida per adattarlo all’accurato motore fisico scritto da Polyphony Digital per enfatizzare gli aspetti simulativi e rendere ancora più realistico il comportamento del proprio bolide alle alte velocità, dall’impostazione delle curve ai contatti tra le varie auto.

Per quanto riguarda la fisica, è possibile notare gli sforzi compiuti dagli autori nipponici per sposare l’immediatezza dei racing game più veloci alle necessità simulative dei piloti più esigenti: sia utilizzando il joystick, il volante o PS VR, l’esperienza di gioco risulta essere piuttosto “leggera”, nonostante la ripida curva di apprendimento e la necessità di studiare le frenate e le traiettorie da compiere in ogni singola curva dei circuiti proposti.

A prescindere dalla potenza dell’auto selezionata, inoltre, si avverte netta la mancanza di una reale “sensazione di velocità”, un aspetto da tenere in considerazione e che pone GT Sport in netta contrapposizione con molti altri videogiochi del genere, a cominciare da Forza Motorsport.

GT Sport (17)

Modalità Singleplayer e Multiplayer

Gran Turismo Sport è un leone a due teste: la prima testa di questa curiosa chimera digitale ruggisce con forza grazie alla ricchezza delle sfide offerte dalla modalità Sport, mentre la seconda miagola timidamente per colpa di un modulo singleplayer piuttosto sterile di contenuti.

La dimensione a giocatore singolo di GT Sport, infatti, gravita quasi esclusivamente attorno al modulo Arcade, un microcosmo che racchiude tutte le sfide affrontabili offline come le gare singole contro la CPU, le prove a tempo, le prove derapata, i Tour VR dei tracciati e le gare split-screen contro un amico.

Accanto alle sfide Arcade troviamo i tre moduli della Campagna, ossia l’Accademia di Guida (con tutorial che permettono di acquisire l’esperienza e le abilità principali per cominciare a gareggiare), le Sfide Missioni (con prove pensate per affinare le tecniche di guida dei giocatori), e l’Esperienza sul Circuito.

L’assenza di una Carriera viene parzialmente compensata dalla Modalità Sport, con gare quotidiane e campionati in cui i giocatori di tutto il mondo si contendono la vittoria seguendo un rigido (ma divertentissimo) programma che prevede le sessioni di prova, le qualificazioni con giro più veloce, il riscaldamento pre-gara e, infine, le sfide vere e proprie. Ogni gara disputata all’interno della modalità Sport contribuisce ad aumentare il proprio livello con la doppia classificazione dei punti Pilota e Sportività, due fattori che riescono a immedesimare il giocatore e a renderlo partecipe della vita interattiva degli appassionati di GT Sport.

L’esperienza ottenuta sia online che offline sblocca bonus costanti che danno al giocatore l’opportunità di scoprire tutte le 140 auto e i 19 che compongono l’offerta di lancio di Gran Turismo Sport: tutte le auto del titolo possono essere acquistate e collezionate tramite il Brand Central, uno spazio digitale dove sbloccare le auto e visitare musei virtuali per scoprire la storia recente (e meno recente) delle principali case automobilistiche del Nord America, dell’Europa, della Corea del Sud e del Giappone.

GT Sport (11)

Grafica e Sonoro

La cura maniacale per i dettagli che contraddistingue da sempre il lavoro di Polyphony Digital la ritroviamo anche in Gran Turismo Sport, specialmente nella rappresentazione grafica degli elementi artistici e tecnici del titolo.

Visivamente parlando, infatti, GT Sport è un vero e proprio tripudio di fondali estremamente definiti, di modelli poligonali ai limiti del fotorealismo e di filtri grafici avanzati, specie su PS4 Pro dove è possibile apprezzare la maggiore profondità di colori garantita dall’HDR, un gameplay più fluido e texture ad altissima risoluzione.

Dai particolari degli interni delle auto alla profondità visiva dei circuiti, dalla fluidità delle scene di gioco al poetico gioco di riflessi delle carrozzerie colpite dai raggi del Sole, il risultato finale soddisfa anche gli utenti più esigenti: le uniche critiche che possiamo fare al lavoro degli autori giapponesi riguardano l’assenza del meteo variabile, del meteo dinamico e dei danni alla carrozzeria.

Tali mancanze, però, diventano meno fastidiose pensando a quanto di buono è stato fatto da Yamauchi e compagni nell’integrazione dell’editor di livree, del supporto a PS VR e, soprattutto, del modulo Scapes, una “Photo Mode sotto steroidi” che permette agli utenti di scattare fotografie digitali delle auto sbloccate scegliendo tra circa 1000 scenari in altissima definizione e impostando parametri quali la profondità di campo, motion blur, filtri grafici, illuminazione globale e posizione dei bolidi all’interno della foto.

GT Sport (20)

Conclusioni

GT Sport è un videogioco che sfugge a qualsiasi classificazione. Nei lunghi anni trascorsi dall’annuncio del progetto alla sua effettiva pubblicazione, l’opera interattiva di Yamauchi ha acquisito forme, linguaggi e stili diversi da quelli che hanno reso celebri i capitoli precedenti di questa iconica saga targata Polyphony Digital.

Il brand Gran Turismo è sempre stato il simbolo e, per certi aspetti, un protagonista attivo delle continue trasformazioni in atto nel settore dell’intrattenimento digitale. Ogni titolo della serie ha lasciato un segno indelebile nel sempre più agguerrito settore dei videogiochi di corse, spingendo la concorrenza a dare sempre il meglio: seppur con degli alti e bassi piuttosto evidenti e dei risultati non sempre all’altezza delle aspettative di pubblico e critica, tutti i lavori di Yamauchi sono stati una preziosa fonte di ispirazione per intere generazioni di sviluppatori, un patrimonio di idee che possiamo facilmente ritrovare in decine di altri videogiochi concorrenti.

GT Sport, ad esempio, non fissa nuovi standard qualitativi e non costituisce una svolta rivoluzionaria nel genere, ma sceglie di allontanarsi dalle formule del passato (basate sulla netta divisione tra esperienza singleplayer e modalità multiplayer) per offrirci una visione più ampia, in un contesto che fonde le meccaniche simulative tipiche della serie allo spirito competitivo delle gare eSports.

Solo con il tempo, e con l’integrazione dei contenuti post-lancio promessici da Yamauchi, capiremo perciò se la strada intrapresa da Polyphony Digital sia stata o meno quella giusta: comunque sia, già adesso Gran Turismo Sport può essere considerata la migliore simulazione automobilistica a disposizione su PlayStation 4, e non è un risultato da poco.

GT Sport review NeptuneGames

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