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No Man’s Sky avrà un sequel? Ecco le 10 principali innovazioni da apportare

Cosa potrebbe fare Sean Murray per ridare un futuro alla serie di No Man’s Sky? Ecco 10 suggerimenti che potrebbero servire al team di Hello Games per trasformare il sequel (o il reboot) di No Man’s Sky in un grande videogioco

No Man’s Sky è stato un disastro di marketing, prima ancora che di gameplay: la martellante campagna promozionale che ci ha accompagnati nel periodo precedente alla sua uscita su PC e PS4 ha alimentato le speranze dei fans in modo crudelmente illusorio.

Il seppur apprezzabile lavoro svolto dal team di Hello Games con le patch ed espansioni gratuite post-lancio non ha mascherato la profonda insoddisfazione di chi, seguendo sin dal principio il percorso di sviluppo intrapreso da Sean Murray, si è sentito tradito dal prodotto finale.

L’uscita imminente della nuova patch di No Man’s Sky (l’annuncio dovrebbe avvenire il 21 luglio) ci obbliga a rivedere le nostre prerogative e ad interrogarci sul futuro di questa promettente avventura spaziale. Naturalmente non sappiamo cosa attenderci dal prossimo update ma possiamo individuare alcune importanti innovazioni che i ragazzi di Hello Games potrebbero fare per uscire da questa situazione e regalarci un sequel, o un reboot di No Man’s Sky, in grado di reggere il confronto con le promesse fatte da Sean Murray con l’annuncio del progetto originario sul palco dei VGX Awards del dicembre del 2013.

L’universo deve avere qualcosa da raccontare

Nonostante le patch pubblicate da Hello Games, No Man’s Sky continua ad essere l’universo digitale sterile che era nel giorno di lancio. L’assenza di una trama profonda, con enigmi da risolvere e avventure da compiere per progredire nella storia e dare un senso al proprio viaggio, è il vero punto debole della creatura digitale di Sean Murray. Un sequel o un eventuale reboot che continuerà a vivere nel medesimo guscio vuoto che costituisce il titolo originario sarà inevitabilmente destinato all’oblio.

Un potente nemico con cui confrontarsi

Ogni buon videogioco ha bisogno di un villain o, comunque, di un antagonista ben caratterizzato, non importa se si tratta di un open-world o se ha una struttura narrativa lineare. La presenza di un nemico da affrontare migliora ogni aspetto del gameplay e regala un senso compiuto alla trama.

Pianeti alieni con un carattere

Il sistema procedurale utilizzato in No Man’s Sky per dare forma ai mondi e a tutti gli elementi del paesaggio (e non solo) non basta a donare carattere ai singoli pianeti della galassia. All’ottimo sistema procedurale ideato da Sean Murray, quindi, occorre affiancare un sistema che limiti le possibili varianti di flora, fauna e biomi in base alla posizione dei pianeti nella galassia, alla vivibilità, alla composizione dell’atmosfera, alla grandezza dei mondi, alla presenza di strutture archeologiche di natura aliena, eccetera…

Tante missioni secondarie da portare a termine

La libertà è un concetto nobile ma estremamente astratto se parliamo di videogiochi. I giocatori hanno bisogno di un obiettivo da raggiungere e di una pletora di missioni secondarie in cui immergersi. La fortuna di un titolo come No Man’s Sky è che, in linea puramente teorica, si possono creare almeno venti tipi diversi di missioni secondarie: gare nello spazio, spedizioni archeologiche all’interno di strutture aliene, ricerca di campi di banditi, ricostruzione di avamposti commerciali attaccati da creature aliene. L’unico limite è la fantasia, e Sean Murray ha già dimostrato di possederne parecchia.

Maggiore personalizzazione delle basi

Un aspetto su cui i ragazzi di Hello Games hanno già lavorato molto attraverso le patch post-lancio di No Man’s Sky, ma su cui potrebbero impegnarsi ulteriormente con l’aggiunta di moduli più vari e di elementi non strettamente legati all’esplorazione (ad esempio, con la costruzione di miniere o di fabbriche automatizzate)

Una “economia galattica” più variegata

Un open-world degno di essere definito tale non può avere un sistema economico così anonimo: No Man’s Sky sarebbe stato estremamente più divertente se avesse permesso agli utenti di spostarsi tra i vari “mercati galattici” per comprare e vendere risorse. Il gioco attuale, purtroppo, riduce le operazioni di scambio delle risorse in azioni noiose e puramente meccaniche. Un reboot o un nuovo capitolo potrebbe offrire maggiori opportunità per i commercianti galattici, con zone di scambio a cui accedere solo dopo aver compiuto una determinata missione, minerali da ottenere solo in una specifica zona dello spazio, mappe del tesoro da acquistare e manufatti alieni da utilizzare per risolvere misteri.

Attività da svolgere in cooperativa multiplayer

L’aggiunta di una funzionalità che consenta agli utenti di giocare in cooperativa online con i propri amici (o con degli “astronauti sconosciuti” tramite matchmaking) potrebbe essere la chiave per il successo di un “nuovo” No Man’s Sky. L’idea di smarrimento che ha contraddistinto il progetto originario, semplicemente, non ha funzionato: la possibilità di esplorare l’universo in compagnia di uno o più amici potrebbe avere effetti incredibili sull’intera offerta di gioco.

Combattimenti nello spazio online

In maniera simile alle missioni cooperative, i combattimenti nello spazio potrebbero trasformare No Man’s Sky (o il suo eventuale sequel/reboot) in un videogioco completamente nuovo, più profondo, maturo e longevo. Pensate a quanto potrebbe essere divertente bucare la stratosfera del proprio pianeta di origine e ritrovarvi nel bel mezzo di una battaglia futuristica con gigantesce astronavi cargo protette da decine di caccia alieni e da incrociatori con cannoni al plasma capaci di abbattere interi sciami di navi con un solo colpo.

Creature aliene più varie e biomi più esotici

Per colpa di un sistema di generazione procedurale senza alcuna limitazione, in No Man’s Sky il senso di meraviglia svanisce dopo poche ore di gioco. Anche il più accanito sostenitore del titolo di Sean Murray sa che la galassia di No Man’s Sky tende a offrire sempre le medesime tipologie di biomi, di creature, di rovine aliene e di strutture geologiche. I ragazzi di Hello Games devono rivedere completamente questo sistema e aggiungere delle discriminanti al loro sistema procedurale: i pianeti ghiacciati devono avere solo animali con la pelliccia (o pesantemente corazzati per contrastare il freddo) e piante profondamente diverse da quelle che incontreremmo su un pianeta caldo.

Creare e gestire clan galattici

Come in Destiny, la creazione dei clan darebbe a No Man’s Sky una prospettiva più ampia sia nel gameplay che nella trama. Attraverso la gestione dei clan si potrebbero creare missioni personalizzate, obiettivi comuni, rotte commerciali e attività in diretta contrapposizione con gli altri gruppi di esploratori dello spazio. Immaginate un universo con pianeti talmente pericolosi da visitare solo insieme al proprio clan, armi esotiche da ottenere compiendo operazioni condivise con altri utenti, gigantesche rovine aliene da esplorare e basi da difendere dagli attacchi dei clan nemici… non sarebbe fantastico?

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